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EXPERIENCE API E L’EVOLUZIONE DELLO SCORM: COSA CAMBIA NEGLI STANDARD PER L’E-LEARNING

EXPERIENCE API E L’EVOLUZIONE DELLO SCORM: COSA CAMBIA NEGLI STANDARD PER L’E-LEARNING

In questo articolo analizzeremo i principi teorici e funzionali del nuovo standard denominato Experience API o xAPI. Valuteremo le differenze con lo standard SCORM e proveremo a ragionare sui cambiamenti che l’adozione dell’xAPI sembra promettere al mondo dell’e-learning.

Come è noto, lo sviluppo di standard tecnici in ambito e-learning nasce dalla necessità di consentire l’interoperabilità dei Learning Object e la loro riaggregazione in nuovi moduli didattici. Riusabilità, interoperabilità e modularità hanno quindi rappresentato le parole chiave in grado di guidare gli sforzi di uniformità tecnica e operativa nell’ambito dei sistemi di formazione a distanza (FAD).

Breve introduzione agli standard per l’e-learning

Era il 1988 quando diverse compagnie americane del settore dell’aviazione fondarono l’AICC (Aviation Industry CBT Committee). Lo scopo perseguito dall’industria aeronautica americana era la definizione di standard tecnici per l’erogazione di contenuti didattici “computer based” (CBT, Computer-Based Training). Nel 2000 nasce invece lo standard SCORM (Sharable Content Object Reference Model) che progressivamente soppianterà lo standard AICC, tra l’altro seguendo da vicino la linea evolutiva della FAD passata dal Computer-Based Training al Web-Based Training (WBT). Nell’ottobre del 2001 viene rilasciata la versione SCORM 1.2 che ad oggi è ancora la più diffusa. Verranno in seguito rilasciate 4 edizioni della versione SCORM 2004.

L’ADL (Advanced Distributed Learning)1 definisce così lo SCORM: “una collezione di standard e specifiche adottate da enti e consorzi internazionali allo scopo di ottenere un insieme di strumenti e-learning che permettano l’interoperabilità, l’accessibilità e la riusabilità dei contenuti di apprendimento web-based.”
Lo SCORM è un reference model, cioè un insieme di standard e di protocolli pensati per far sì che un dato contenuto formativo sia catalogabile, tracciabile e riutilizzabile in diversi ambienti o piattaforme LMS (Learning Management System). Il corrente standard SCORM – basato sull’XML (eXtensible Markup Language) – è composto di due parti:

  1. la definizione della comunicazione attraverso specifiche API (Application Program Interface) tra gli oggetti didattici e la piattaforma LMS;
  2. la definizione dei componenti (files) del “pacchetto” (package) che costituisce l’oggetto didattico detto anche SCO (Sharable Content Object).

In definitiva, SCORM permette di creare oggetti didattici riutilizzabili, tracciabili (dall’LMS) e catalogati tramite i metadata, ossia campi testuali descrittivi predefiniti che consentono allo SCO di essere indicizzato nell’LMS. Alcune informazioni essenziali dei metadata sono: l’autore dei contenuti, la versione, la data dell’ultima modifica, i vari livelli di “aggregazione” tra i vari oggetti.
Tutte queste informazioni sono compilate dall’autore/produttore e sono contenute in un file denominato obbligatoriamente “imsmanifest.xml”.

Nel 2011 l’ADL, convinta del fatto che lo standard SCORM dovesse essere rinnovato, ha indetto un bando per la conduzione di una ricerca sui possibili sviluppi futuri. Il bando viene vinto da Rustici Software e il risultato è la nascita del progetto Tin-Can2. Grazie al lavoro di Rustici e ai questionari somministrati a un gran numero di esperti e di aziende operanti nel campo dell’e-learning, con il progetto Tin-Can vengono introdotte features orientate in particolar modo a rispondere alle esigenze dei dispositivi mobili.
L’ADL dal canto suo, grazie al lavoro preliminare di Rustici, avvia un proprio progetto coniando, per il nuovo standard, la denominazione di Experience API o xAPI, che è ormai usata in modo interscambiabile con Tin-Can.
xAPI, i limiti dello SCORM e le nuove frontiere per lo sviluppo di e-content

L’Experience API (xAPI) è un componente dell’Architettura per la formazione e l’apprendimento (TLA – Training and Learning Architetture3) sviluppata da ADL.

Fig. 1 Training & Learning Architecture (TLA)

 

 

Lo scopo dell’xAPI è di memorizzare e fornire accesso alle esperienze di apprendimento. xAPI consente il monitoraggio di tali esperienze di apprendimento, compreso il tracciamento tradizionale, come il punteggio o il livello di completamento di un learning object, ma consente anche di tracciare le azioni dei discenti, come la lettura di un articolo o la visione di un video formativo. xAPI è progettato per supportare i casi d’uso tipici dello SCORM oltre a consentire casi d’uso che sono difficili da soddisfare con lo SCORM, come ad esempio la formazione mobile e il tracciamento di attività svolte su contenuti a cui si accede al di fuori di un browser web”.4

Alla base dell’xAPI c’è la filosofia che l’apprendimento può avvenire in ogni dove e che le persone imparano in diversi posti e facendo diverse cose. Il meccanismo tipico che sta alla base dello SCORM prevede che il singolo content package possa essere importato in diverse piattaforme LMS, in ciascuna delle quali viene duplicato; da quel momento ogni singola piattaforma LMS ne memorizza il contenuto e ne controlla l’accesso, mentre gestisce i dati dei discenti.
I maggiori problemi e limiti di questo schema di funzionamento sono i seguenti:

  • i dati sono memorizzati in un LMS e quindi sono accessibili solo tramite la relativa reportistica, non vi è quindi una reale possibilità di utilizzo dei dati per ulteriori elaborazioni che non siano contemplate dalla stessa piattaforma di fruizione;
  • l’interoperabilità dei dati non è supportata (non sono previsti strumenti per scambiare i dati immagazzinati da un LMS con un altro sistema), a meno di complesse operazioni di migrazione;
  • affinché una fruizione sia tracciata secondo lo standard SCORM, essa deve essere inserita in un pacchetto formativo fruito tramite LMS, escludendo quindi tutte quelle esperienze didattiche che possono essere vissute al di fuori dei sistemi strutturati di gestione dell’apprendimento come ad esempio servizi web o di social networking esterni;
  • non c’è alcun obbligo di persistenza dei dati dopo un fine sessione.

In ultima analisi, il lavoro sui limiti dello standard SCORM ha posto in evidenza la necessità di un nuovo standard che:

  • fosse in grado di gestire contenuti distribuiti;
  • fosse più semplice;
  • fornisse un modo per esporre i dati di tracciamento;
  • fosse in grado di muoversi oltre l’approccio legato al singolo discente;
  • tracciasse i dati dell’apprendimento sociale e dell’apprendimento informale.

 

xAPI come evoluzione dello SCORM

Come riesce lo standard xAPI a superare i limiti dello SCORM e a soddisfare le nuove esigenze?
Intanto, con lo standard xAPI il contenuto e-learning non dialoga direttamente con la piattaforma LMS ma con un livello fisico intermedio detto LRS (Learning Record Store). Questo permette di fruire i contenuti anche con una connessione non persistente e avere un tracciamento completo e aggiornato nel momento in cui la connessione alla piattaforma viene ristabilita.
Il Learning Record Store può essere implementato all’interno di una piattaforma LMS ma può benissimo costituire un’applicazione distinta ed auto-consistente installata su una macchina o utilizzata su piattaforma web (come servizio web-based), a garanzia di una reale interoperabilità dei dati.

 


Fig. 2 L’ecosistema dell’xAPI (dal sito http://tincanapi.com/ecosystem/)

tracciamento dei dati basato sugli statement o dichiarazioni. Una dichiarazione è rappresentata in formato JSON5 e comprende, come minimo: l’attore o l’utente che viene monitorato, il verbo o l’azione che sta eseguendo e l’oggetto.

Fig. 3 La struttura delle dichiarazioni xAPI (dal sito ADL)

 

Attore
Un attore è rappresentato da un ID univoco che può essere associato a una persona o ad un gruppo. Una persona è una rappresentazione particolare, di solito un account (email o, ad esempio, Open ID, Twitter, Facebook, Google, ecc.).

Verbo
Il verbo in una dichiarazione xAPI descrive l’azione eseguita dall’attore durante l’esperienza di apprendimento. xAPI non specifica alcun verbo particolare ma definisce come creare verbi in modo che le comunità di pratica siano in grado di comprenderli e renderli disponibili per l’utilizzo da parte di chiunque. I verbi hanno identificatori univoci che fanno riferimento a una definizione incorporata per facilitare la disambiguazione.

Oggetto
Un oggetto utilizzato in una dichiarazione xAPI può appartenere a tre differenti tipologie (objectType) che determinano le proprietà specifiche per l’oggetto: Attività, Attore, e Statement.
Un oggetto di tipo Attività è il tipo più comune; esempi di Attività nelle dichiarazioni xAPI sono «Carla ha provato la ricetta della torta», «Carla ha superato il quiz di chimica” e ” Carla ha conquistato la spada virtuale” (in un mondo virtuale o simulazione).
Un oggetto di tipo Attore è utile per catturare le interazioni da persona a persona; esempi potrebbero essere «Mario ha inviato un messaggio a Carlo“, «Carlo ha invitato Mario a partecipare ad un seminario d’affari,” o «Il Tutor intelligente raccomanda un corso di formazione per Andy
Un oggetto di tipo Statement consente di annidare le dichiarazioni per catturare interazioni più complesse; un esempio potrebbe essere: «Carlo ha scritto che Mario ha passato l’esame di biologia».

experience api

Fig. 4 Apprendimento informale, non formale, informale

 

Grazie a questa struttura agile, rigorosa ma al tempo stesso aperta, lo standard xAPI è utile per implementare e supportare le tecnologie emergenti come ad esempio la realtà aumentata o tutti i contenuti non-package: in definitiva, per introdurre nei sistemi di formazione le componenti innovative legate all’apprendimento informale.
Tutto ciò ha implicazioni importanti nel lavoro di quanti operano nel settore della formazione a distanza, in particolare per le ricadute in termini di Learning Design: gli Instructional Designers saranno infatti chiamati a riflettere su un nuovo modo di concepire il Learning Experience Design che pone maggiormente l’attenzione sulla gestione della conoscenza centrata sul discente o su gruppi di discenti, e non sui contenuti.

Ipotizziamo un caso pratico di applicazione del nuovo standard xApi in un sistema di formazione aziendale.
Prendiamo come riferimento l’erogazione di un corso on line molto diffuso come “La sicurezza nei luoghi di lavoro”.
Attraverso il tracciamento SCORM posso sapere che l’utente Mario Rossi ha completato il corso e che ha ottenuto un punteggio dell’80% nel test finale.
Con l’integrazione dello standard xAPI posso tracciare anche dati “qualitativi” sulla sua esperienza formativa come ad esempio:

  • <Mario Rossi ha postato 10 domande nel forum> qualora il corso abbia anche un forum attivo;
  • <Mario Rossi ha consultato per intero il video di approfondimentoL’ergonomia sul posto di lavoro”> qualora nel corso ci fosse un ambiente di consultazione opzionale di materiali di approfondimento;
  • <Mario Rossi ha pubblicato sul blog il post “La temperatura ideale nel luogo di lavoro”> qualora ci fosse un ambiente di social learning collegato al corso.

Un secondo aspetto altrettanto interessante è costituito dalla possibilità di inserire direttamente in un oggetto didattico tradizionalmente identificato come WBT delle vere e proprie logiche di gestione dell’interattività in tempo reale con gli altri partecipanti al corso, supportando così quei meccanismi competitivi tipici della gamification che si rivelanosempre più efficaci anche nei processi di apprendimento. E questo rappresenta una vera rivoluzione per chi progetta e realizza corsi tradizionalmente destinati a processi di “autoistruzione” che spesso si sono portati dietro il problema dell’eccessivo “isolamento” del discente.
Lo standard xApi apre nuove prospettive: se desideri approfondimenti su come integrare nel tuo sistema di formazione aziendale le innovazioni legate allo standard xAPI contattaci all’indirizzo info@www.studioeco.it

 

 


www.adlnet.gov/scorm/index.cfm
Brusino, Justin. “THE NEXT GENERATION OF SCORM: A Q&A WITH AARON SILVERS”
https://adlnet.gov/projects/tla/
https://adlnet.gov/projects/xapi-background-history/
JSON, acronimo di JavaScript Object Notation, è un formato adatto all’interscambio di dati fra applicazioni client-server
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